MAIGARÒ

Magiarò – Repubblica Centroafricana
Suore Francescane del Sacro Cuore

Da anni stiamo collaborando con le missioni delle Suore Francescane Missionarie del S.Cuore.

Una parte del ricavato viene donato ogni anno alle missioni in Centroafrica dove le nostre Suore operano ormai da anni, la nostra referente è l’instancabile e Suor Chiarfrancesca, che fa da spola tra l’Africa e il Friuli.

La tenacia e l’amore di queste donne ha creato in soli tre anni (2004-2007), assieme a numerosi volontari, ad una decina di chilometri dalla cittadina di Bouar (Repubblica Centrafricana), lungo la strada che porta in direzione nord verso il Tchad, questo nuovo edificio, inaugurato nel febbraio 2007, si presenta solido ed accogliente, capace di dare risposte positive ad una assistenza sanitaria pubblica totalmente carente.

Direttamente con le nostre offerte abbiamo contribuito alla costruzione di un pozzo, contribuito per le spese di un lettino per sala operatoria, alla realizzazione delle zanzariere.

Praticamente i volontari collaborano in vari modi, alcuni muratori hanno costruito fisicamente le strutture, i materiali partono sempre dal Friuli tramite container, tramite altre donazioni le suore hanno mandato a scuola in Europa alcuni ragazzi africani, facendo studiare loro medicina, altri medici volontari anno fatto loro corsi di infermieristica, di nutrizione, di chirurgia, tutto in modo da insegnare a loro direttamente le tecniche e renderli il più autonomi possibile. Le problematiche maggiori che il centro deve saper affrontare sono causate soprattutto dalla denutrizione, da carenze igieniche e da una povertà endemica.

Oltre all’accoglienza le suore hanno creato un istituto tecnico a Maigarò, al momento studiano 130 ragazze, le quali vivono come in una grande famiglia, alternando studio, lavoro e attività ricreative, per tutta la durata scolastica, il ciclo di studi è di 4 anni. Le giovani si riposano la notte in dormitori di 50 posti ciascuno, molte di loro subivano con una certa frequenza attacchi di febbre malarica. La malattia è data dalla zanzara anofele, femmina giovane, che provoca febbri anche oltre 40° con fremiti, conati di vomito e cefalee. L’effetto più deleterio e che, attaccano il fegato, distrugge i globuli rossi e provoca anche forme di anemia anche gravi.

La malaria andava curata ma soprattutto prevenuta per questo sono state comperate le zanzariere, fatte arrivare dall’Italia tramite i container e montate da nostri volontari. Preservare dalla malattia significa garantire una salute più solida, un rendimento migliore negli studi, un contributo allo sviluppo del Paese attraverso queste giovani che insegnano a loro fratelli centroafricani quanto appreso nella scuola/collegio di Maigarò.

Vicino al centro d’accoglienza le suore hanno pensato e costruito anche un piccolo asilo o centro d’accoglienza per i bimbi delle famiglie che hanno delle degenze all’interno dell’ospedale o che vengono abbandonati, l’asilo è stato intitolato a una bimba una delle prime ospitate al suo interno, che poi è stata uccisa dalla propria famiglia perché era cieca e rappresentava un disonore per la sua famiglia. Con il ricavato del 2010 siamo riusciti a far operare tre bimbi che presentavano gravi ustioni in tutto il corpo, e un altro con una grave malformazioni delle labbra (labbro leporino); questi bambini spesso vengono abbandonati al centro perché i genitori non sanno e non possono affrontare tali problematiche.

Le nostre suore missionarie si scontrano ogni giorno con una cultura molto lontana e diffidente, ma hanno saputo con amore affrontarla e nel nome del Signore hanno creato una piccola realtà volta a diventare autonoma, cercano di dare valore e dignità alla vita della donna. Le parole più adatte che trovo per mostrarvi la forza e il loro spirito di umiltà le trovo proprio in una lettera scritta al nostro gruppo da Suor Chiarfrancesca:

“sono questi i gesti di altruismo che ci permettono di arrivare là, dove le urgenze sono più forti, dove tanti bimbi muoiono tra le braccia delle missionarie, dove l’unico punto di riferimento tra tanti fratelli e sorelle che vivono nel bisogno di tutto, è la missione aperta ad ogni necessità di giorno e di notte”.